| Google sotto la minaccia antitrust |
Google dovrà rispondere alle accuse di SourceTool.com, secondo cui il motore di Mountain View avrebbe usato pratiche scorrette per spingere fuori dal mercato un piccolo motore verticale. Ma l'accusa in sé non è il solo rischio antitrust per Google
C'è chi osa sfidare Google. C'è chi osa asserire che il gruppo del "don't be evil" ha in realtà qualcosa di poco pulito nei meccanismi segreti dei propri algoritmi. C'è chi sfida il gigante con le proprie limitate armi, come Davide contro Golia, portando sul campo numeri ed esperienze per dimostrare che l'antitrust dovrebbe guardare con maggior severità al motore di Mountain View. Dalla parte dell'accusa la piccola TradeComet.com. Dalla parte della difesa Google, i suoi servizi per l'advertising ed i suoi segreti. Tutto verte attorno all'esperienza di SourceTool.com (sito controllato dalla TradeComet.com) in qualità di cliente Google. Il piccolo motore di ricerca avrebbe infatti adoperato il sistema promozionale di Google AdWords per veicolare traffico sulle proprie pagine, ma ad un certo punto tale strategia è improvvisamente divenuta insostenibile. Secondo quanto contenuto nei documenti dell'accusa, infatti, Google avrebbe repentinamente moltiplicato il prezzo delle inserzioni del 10000% (un fattore di moltiplicazione pari a 100 volte la cifra iniziale: da 5/10 centesimi a 5/10 dollari per ogni singolo click). TradeComet.com non ha dubbi relativamente al motivo di tale impennata: Google ha capito che a fruire di quelle precise keyword sarebbe stato SourceTool.com, un motore verticale potenzialmente pericoloso per una precisa fetta del mercato del leader dei motori di ricerca. Onde evitare una emorragia di query e di inserzionisti, quindi, Google si sarebbe adoperato per modificare il sistema rincarando il prezzo e compensando così i pericoli provenienti da un cliente scomodo arrivato a sborsare cifre da capogiro.
Se il meccanismo nascosto dietro ai fatti è ancor tutto da svelare, la parte evidente sembra quantomeno motivare la bontà dell'accusa: SourceTool.com, trovatosi a pagare fino a 500000 dollari al mese per promuovere le proprie attività su Google, ha dovuto sospendere le proprie inserzioni ed ha così visto cadere pesantemente il proprio traffico. Secondo AP oggi SourceTool.com avrebbe il 90% di utenti in meno, secondo la stessa SourceTool.com il crollo sarebbe addirittura del 99%. In ogni caso il piccolo motore sarebbe oggi ad ogni effetto fuori dal mercato e la sua sostenibilità economica non motiverebbe più il perseguimento della ragione sociale del gruppo.
Ma c'è un'analisi in prospettiva che deve invece far pensare circa la potenziale posizione futura del gruppo: «[Google] ha rapidamente guadagnato forza sul mercato in quello che viene definito come l'ambiente di sviluppo in the cloud [...] quando tutte le nostre imprese si saranno spostate sul computing in the cloud e ci sarà una sola azienda ad offrire queste soluzioni, vedrete la ripetizione del caso Microsoft».
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