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l’UE guarda all’Ecommerce, spunta un libro verde.
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Da Bruxell arrivano indicazioni precise: “La fiducia dei consumatori è uno dei principali fattori che determinano l’orientamento di tale spesa nei diversi settori dell’economia, ed è chiaro che i consumatori non si sentono ancora abbastanza a loro agio nei confronti degli acquisti online per sfruttare appieno tutte le possibilità che questo settore offre”. L’obbiettivo della commissione è chiaro, infondere fiducia nei consumatori europei!

E’ per questo che la neo commissario alla politica dei consumatori, la bulgara Meglena Kuneva, intende dar vita ad un Libro Verde per avviare un processo di revisione delle norme comunitarie in materia di protezione dei consumatori adattandole alla nuova realtà digitale.

Il focus della commisione è puntato sulla frammentarietà del mercato europeo e il ritardo accumulato di alcuni paesi del UE. La Kuneva dichiara:”Possiamo permetterci di avere in Europa 27 ‘mini-mercati’ online e privare i consumatori di scelte, occasioni e prezzi più bassi grazie alla concorrenza? Dobbiamo fare in modo che i consumatori possano fidarsi degli acquisti online. Le regole del gioco sono cambiate, ed è tempo che la politica dei consumatori trovi risposte adeguate”

Continua con: “…Le potenzialità del mercato dei cittadini - come ha preferito chiamarlo Kuneva - sono invece enormi: secondo un recente studio, tra cinque anni gli acquisti online potrebbero coprire transazioni per 263 miliardi di euro e 174 milioni di consumatori sarebbero disponibili a entrare in questo mercato. Per Kuneva questo giustifica l’avvio di un’ampia riflessione a livello europeo per creare consenso e quindi riuscire a superare gli ostacoli”. Aggiungendo: “Da anni, ad esempio, i consumatori attendono una direttiva Ue sui crediti al consumo”.

Non è solo questo a preoccupare il presidente della commisione:“Ma anche ricercare norme più chiare sulle modalità di restituzione di un bene acquistato che ora variano notevolmente da uno Stato membro all’altro. Si punta inoltre a mettere in opera norme comuni sul diritto di recesso e sui costi di restituzione delle merci e disciplinare con chiarezza la durata del ‘periodo di riflessione’, entro il quale il compratore ha il diritto di ritornare sulla sua decisione e restituire il bene acquistato”.

Insomma la commissione punta ad uniformare le norme a tutela dei consumatori in tutto il continente europeo, dando così l’opportunità di avere un unico strumento di giudizio su chi opera bene e chi no!

 
Ecommerce 2006 italiano ancora in crescita
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Eccoci finalmente di fronte ai dati ufficiali dell’Osservatorio Ecommerce di NETCOMM.

Come previsto dalla ricerca di metà 2006 la crescita di tutto il comparto si è assestata al 44%. E’ il sesto anno di fila che l’ecommerce italiano registra una crescita superiore al 40%. Ci troviamo di fronte ad una tendenza nettamente positiva che dovrebbe portarci nel giro di pochi anni a raggiungere, con le dovute proporzioni, i mercati leader quali USA e nord Europa. Le proiezioni del 2007 parlano della possibilità che a fine 2007 si registreranno online l’1,3% delle vendite al dettaglio. Siamo ancora lontani dal 10% degli USA e dalla media europea del 6% ma con questi tassi di crescita possiamo ben sperare di pareggiare i conti ben presto. In aggiunta a questo arrivano altre notizie importanti che potrebbero spingere la crescita come l’introduzione anche in Italia, a fine 2007, del WiMAX, tecnologia wireless a larga banda, che dovrebbe sostenere la penetrazione di Internet a banda larga nelle famiglie italiane. Aumentando il bacino di utenza è facile pensare ad un ulteriore incremento.

Entrando nel dettaglio dei dati presentati si nota subito come il Natale sia ancora il propulsore degli acquisti online. Questo periodo ha portato un aumento del 20% sulle vendite totali del 2006.

Altro dato interessante si riferisce ai segmenti più vivaci che si confermano i viaggi, l’elettronica di consumo e l’informatica che anche a Natale registrano le loro migliori performances. A seguire libri, musica e audiovisivi che possono vantare un incremento delle vendite natalizie intorno al 20%.

Altri segnali positivi vengono dalle proiezioni che vedono nel 2007 un aumento deciso anche degli ordini online, 45% circa, e una diminuzione dello scontrino medio, segno che l’ecommerce sta diventando pratica sempre più comune anche tra i consumatori italiani.

Insomma i segnali ci sono tutti per una rapida corsa verso l’affermazione di questo canale che, nonostante si dica l’opposto, piace sempre più agli italiani che ricercano, durante gli acquisti, affidabilità dei siti, sicurezza dei pagamenti e tempestività di consegna.   

 
Più aziende acquistano on-line
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Il 18 dicembre scorso, l’ISTAT ha diffuso i risultati della ricerche relativa all’ICT italiano.

In tale contesto si sono rilevati anche gli utilizzi degli strumenti di vendita e acquisto on-line.

In generale, le aziende che acquistano attraverso l’e-commerce sono in aumento passando dal 19,6% del 2004 al 27,9% del 2005.

Interessante notare come la dimensione dell’azienda influisca sulla scelta dell’acquisto elettronico: un’impresa su quattro tra quelle con meno di 50 addetti e quasi una su due di quelle con almeno 250 addetti compra on-line prodotti o servizi.

Altro dato rilevante che emerge è come se molte sono le imprese che acquistano, ancora poche sono quelle che vendono attraverso Internet.

Dall’analisi delle tabelle emergono diversi spunti, tra questi:

-  la netta divisione tra l’industria che punta in modo piuttosto uniforme su mercati business e i servizi che si dividono maggiormente tra contesti consumer e aziendali.

- l’orientamento scarso alla vendita oltre i confini nazionali: sono in netta minoranza i settori che espandono anche all’estero le attività di vendita.

 

 
Elenchi Clienti/Fornitori
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A partire dal 1° Gennaio 2007 i nostri ‘carrelli’ dovranno prevedere obbligatoriamente l’inserimento del Codice Fiscale sia per i nostri clienti privati (consumatori) che per i clienti titolari di partita IVA.

L’art. 37, commi 8 e 9, DL n. 223/2006 (convertito in Legge 248/06) reintroduce, a decorrere dal 2006, l’obbligo da parte dei titolari di partita IVA di presentare gli elenchi dei clienti e dei fornitori. (Tale adempimento, già previsto in passato dall’art. 29, DPR n. 633/72, era stato abrogato nel 1994 dal c.d. “Decreto Tremonti”.)

In attesa dell’introduzione della normativa sulla fatturazione informatica, e con la finalità di incrementare gli strumenti di controllo e di contrasto all’evasione tributaria, il citato comma 8, dell’art. 37, dispone che: “Entro sessanta giorni dal termine previsto per la presentazione della comunicazione di cui ai precedenti commi, il contribuente presenta l’elenco dei soggetti nei cui confronti sono state emesse fatture nell’anno ..omissis……nonché l’elenco dei soggetti titolari di partita IVA da cui sono effettuati acquisti…”

L’obbligo interessa i Merchant in quanto titolari di partita IVA e in quanto non sono state previste limitazioni in ordine all’ammontare del volume d’affari realizzato e alla modalità di determinazione dell’imposta o derego speciali.
Anzi, salvo una diversa interpretazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, saranno obbligati all’invio degli elenchi anche coloro che sono esonerati dall’invio della Comunicazione dati IVA (ad esempio, un soggetto che effettua esclusivamente operazioni esenti), compresi i soggetti in regime forfetario.

La norma dispone anche sul ‘contenuto’ degli elenchi che dovranno contenere i dati:

– dei soggetti nei cui confronti sono state emesse fatture (clienti);
– dei soggetti titolari di partita IVA da cui sono stati effettuati acquisti rilevanti ai fini IVA (fornitori). Come specificato nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate 4.8.2006, n. 28/E, risultano pertanto esclusi i dati riferiti agli acquisti di beni ovvero alle prestazioni di servizi esclusi dal campo di applicazione dell’IVA (ad esempio, ex art. 15, DPR n. 633/72).
Negli elenchi in esame dovranno essere riportati, per ciascun cliente/fornitore:

il codice fiscale; (La norma non fa riferimento alla partita IVA! Sarà necessario quindi effettuare una verifica delle anagrafiche al fine di riscontrare la mancanza di tale informazione, soprattutto per le ditte individuali.)
l’importo complessivo delle operazioni effettuate, al netto delle note di variazione ex art. 26, DPR n. 633/72, distinguendo tra:
– operazioni imponibili;
– operazioni non imponibili ed esenti.
Con riferimento al 2006, il comma 9 prevede che nell’elenco dei clienti siano ricompresi esclusivamente i soggetti titolari di partita IVA.  Di conseguenza non dovranno essere riportati i dati relativi ai clienti “privati”.
Dal 2007 si dovrà tenere, all’interno della procedura di contabilità , ”singole” anagrafiche dei clienti anche con riferimento ai soggetti privati. 

 
Italiani in Rete
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Riporto velocemente i risultati della ricerca effettata da EIAA in relazione all’utilizzo che fanno di internet gli italiani.

Punti salienti

Gli Italiani sono online 4,77 giorni a settimana
Insieme a Spagna e Danimarca siamo il paese che trascorre più tempo sul web
In Italia la penetrazione della banda larga è cresciuta dell’8%
Vince il social-networking soprattutto tra i giovani (16-24 anni)
In particolare è interessante far notare come nell’ultimo anno le ore passate online siano aumentate del 44%: siamo passati da 8,4 a 12,1.

Sempre dallo studio:

Lo studio rivela il costante cambiamento nel modo in cui gli Europei interagiscono con Internet, via via che il mezzo di comunicazione evolve e matura. A guidare la crescita del web, ormai parte integrante dello stile di vita contemporaneo, saranno il social networking e  i mezzi che permettono di stabilire collegamenti personali, come le telefonate su Internet, l’instant messaging e i forum online. La ricerca dimostra inoltre che l’aumentata penetrazione della banda larga ha avuto un impatto positivo sul numero di ore trascorse online e ha contribuito ad aumentare l’utilizzo di siti per il confronto dei prezzi, di notizie e di informazioni locali, di blog, radio e portali per scaricare musica.

Quindi sembra che Internet stia diventando concretamente uno strumento per comunicare tra persone.
Infatti, la concezione più originale della Rete la vedeva come mezzo per mettere in relazione individui. Lato pratico questo aspetto è rimasto molto in sordina e solo da relativamente poco stà riemergendo con forza.

 
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