La partnership tra Microsoft e Facebook raggiunge oggi un traguardo importante, proprio nel giorno in cui Marissa Mayer, responsabile dell’evoluzione di Google, fallisce il suo obiettivo di realizzare un “motore di ricerca sociale”. L’obiettivo di Zuckerberg di “organizzare l’informazione intorno alle persone” trova il suo compimento attraverso l’unione con Bing e la tecnologia conosciuta come Instant Personalization.
Da oggi gli utenti di Facebook, al momento solo quelli statunitensi, che faranno una ricerca attraverso Bing, o attraverso il motore interno di FB, saranno in grado di vedere i risultati organizzati in base agli interessi e alle raccomandazioni dei propri amici o degli amici dei propri amici. I risultati mostreranno gli argomenti di maggior interesse della propria rete sociale e anche i “like” dei propri contatti. Ad esempio se si cerca un ristorante si otterranno risultati anche in base ai check-in effettuati dagli amici in quel luogo. Se invece si cerca il nome di una persona si otterranno dei risultati (foto e luogo di residenza) basati sulle informazioni del profilo di Facebook. Nel caso di omonimie si potrà scegliere la persona che effettivamente si stava cercando aiutati dal contesto (magari perchè è un amico di un nostro amico) e decidere di inviargli un messaggio o richiedere la sua amicizia. Al momento non sembrano esserci problemi di privacy: tutte le informazioni cui Bing può accedere e mostrare sono solo quelle che l’utente di Facebook ha deciso di rendere pubbliche. Chi non volesse utilizzare questa integrazione spinta tra Bing e Facebook può evitare di usare il motore di ricerca o disabilitare l’Instant Personalization | |
Diamo una definizione di Google Bombing: il Google Bombing è una nuova espressione, appositamente coniata, per indicare la creazione di moltissimi link ipertestuali, verso un determinato sito web, associati ad una keyword. In genere è una pratica utilizzata per denigrare un sito o l'argomento in esso trattato, ma viene utilizzata anche dagli spammer per posizionare determinati siti web, con keyword molto redditizie, ai primi posti sui motori di ricerca. | | Leggi tutto... | La Google Toolbar da sola è capace di individuare pagine ancora non indicizzate e farle indicizzare. Ora ne sono totalmente convinto dopo aver fatto dei test. Google ha più volte smentito questa affermazione, ma i test parlano da soli. | | Leggi tutto... | In tanti si interrogano sul valore effettivo di una strategia di keyword density nel raggiungimento di un posizionamento di pagina ottimale. Per quale ragione, alcuni SEO e Webmaster la ritengono nient’altro che una perdita di tempo, mentre altri non vi rinuncerebbero per nessun motivo al mondo? In questo post cercheremo di capire insieme quello che si nasconde dietro il ragionamento speculativo di queste due opposte fazioni, senza la pretesa di volerlo assurgere a dogma assoluto.
| | Leggi tutto... | Mi è venuta la pelle d’oca. Su Google è una keyword pressoché sconosciuta (837 risultati) e chi cita questa tecnica la associa quasi esclusivamente alla mai troppo redditizia pratica di “acquistare dei link”. | | Leggi tutto... | |
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