| Ubuntu 9.10 |
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Una lettera di Mark Shuttleworth ha battezzato il prossimo Ubuntu 9.10 come Karmik Koala. La release apporterà novità in ambito desktop ed un nuovo look&feel sui desktop. Particolare accento verrà posto sulle caratteristiche del boot sui netbook Una lettera di Marc Shuttleworth ed il progetto prende il largo: il prossimo Ubuntu 9.10 cammina rapidamente verso la release ufficiale e la nomenclatura completa ha trovato pubblica ufficializzazione in "Karmik Koala". Il nuovo sistema operativo vedrà la luce a Barcellona il prossimo 25 maggio in occasione della convention con gli sviluppatori (Ubuntu Developer Summit) ma fin da subito è possibile conoscerne le novità di rilievo tanto nell'ambito dekstop quanto dal punto di vista dell'offerta per i server. Partendo da quest'ultimo aspetto, «Ubuntu adotterà stabilmente le API di Elastic Compute Cloud, il servizio di cloud computing offerto da Amazon. Questo permetterà di semplificare e rendere possibile a tutti la costruzione di una cloud usando tool completamente open». Secondo quanto analizzato da oneOpenSource, «Grazie ad Eucalyptus, il software per la implementazione di cloud su sistemi cluster che è già presente in Jaunty, sarà facile creare cloud nel proprio ambiente, usando le proprie macchine». Shuttleworth usa una facile metafora, inoltre, per introdurre una nuova interessante funzionalità: «Un koala intelligente sa che il miglior modo per risparmiare energia è dormire». Ed è proprio questo il principio che adotterà il prossimo Ubuntu sul lato server: grazie alla funzionalità "suspend and resume" «sarà possibile abbattere i consumi dei server inattivi, e riportarli immediatamente online quando si presentano esigenze di calcolo». «La prima impressione conta»: i progetti su Ubuntu non vogliono ignorare questa considerazione, che in Ubuntu rappresenta una ispirazione in auge ormai da tempo. Per questo motivo l'avvio del sistema è stato riconsiderato a fondo con duplice finalità: migliorare la velocità di boot e, parallelamente, aumentarne la piacevolezza dell'interfaccia. «Prenderemo in considerazione Red Hat Playmouth» spiega ShuttleWorth, il che equivale in pratica ad un addio a Usplash. Shuttleworth rilancia inoltre una promessa ambiziosa: abbassare a 25 secondi il tempo di boot necessario per l'avvio sui netbook, rendendo così quasi istantaneo l'uso del sistema dopo che è stata data alimentazione. Relativamente ai Netbook, Karmic Koala sembra avere specifiche ambizioni. La lettera di presentazione rende evidente il forte accento posto da Ubuntu a questo tipo di mercato: a partire dal Dell Mini, Ubuntu tenterà di dare massimo supporto ai pc di piccola taglia che tanto sembrano andar di moda in questo momento di economia stagnante. Il ruolo specifico di Ubuntu sui Netbook sarà ricoperto da Ubuntu Netbook Edition, con il quale si punta al mercato di Linux che nei pc di piccola taglia sembra aver catalizzato forti attenzioni.
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